Amici di Lancianovecchia

I MONUMENTI DA VISITARE NEL QUARTIERE E DINTORNI

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*PONTE DI DIOCLEZIANO E PERCORSO ARCHEOLOGICO SOTTO LA PIAZZA FINO AL SANTUARIO DEL MIRACOLO EUCARISTICO
Il complesso archeologico monumentale del Ponte di Diocleziano sovrasta il fosso del Pozzo Pagliaro, ed è di collegamento alla Piazza Plebiscito e al quartiere di Lancianovecchia con il colle dove sorge il nuovo Corso Trento e Trieste fino alla villa comunale, anticamente il Prato delle Fiere, dove in due periodi dell'anno (giugno e settembre) si svolgevano sin dal Medioevo importanti mercati che attiravano visitatori non solo dall'Abruzzo, ma anche da Bergamo, Venezia, Dubrovnik. La leggenda vuole che ai tempi della Città romana di Anxanum capitale dei Frentani nel Sannio, nel III sec. d.C. l'imperatore Diocleziano avesse ordinato di rifare il nuovo ponte per permettere il traffico dei viandanti e delle merci; tale ponte sarebbe crollato per un terremoto nel 1088, e successivamente ricostruito nel 1138 in epoca normanna quando era sovrano Lotario II di Germania, e in tale occasione in una nicchia del vecchio ponte romano fu rinvenuta, dice la tradizione, la statuetta di terracotta della Madonna col Bambino che avrebbe iniziato a produrre miracoli, da cui oggi è invocata come Nostra Signora del Ponte. Fu posta su un merlo del nuovo ponte medievale, ma man mano che la chiesetta iniziava a ingrandirsi strutturalmente, non c'ra più spazio di passaggio. Dalla parte sud del fosso del Pagliaro, verso il fosso Pietroso dove oggi c'è il terminal, insisteva la chiesa della Santissima Annunziata del XII secolo, ricostruita poi nella seconda metà del XIII sec., affiancando l'antica chiesa della Madonna del Ponte; sicché si procedette nel XV-XVI secolo con vari ponti attaccati al ponte medievale del XIII-XIV sec., fino alla costruzione a nord, lato via dei Bastioni, del passaggio a corridoio oggi Auditorium, voltato e protetto dalle intemperie, per il traffico dei carri e dei mercanti. Con gli scavi archeologici degli anni '60 e '90 questo ponte è stato riscoperto culturalmente, usato anche per concerti, rassegne di musica e teatro, presentazioni, esposizioni d'arte, e per l'allestimento dei Presepi artistici in Natale, a cura dell'Associazione "Amici di Lancianovecchia" e del Comune di Lanciano.

Il Ponte è gestito attualmente dall'Associazione per conto del Comune di Lanciano e in accoro coi Frati Francescani del Santuario del Miracolo Eucaristico, cui è collegato il percorso archeologico sotto la Piazza.

APERTURA: tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:30 - dalle 160:00 alle 18:30, eccetto lunedì chiuso

Info e prenotazioni:  3298559771

email: saltinievelina@lanciano.eu


*TORRE CAMPANRIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA O DELLA CANDELORA

 

La torre in piazzetta San Giovanni, è ciò che resta del complesso chiesastica; Lancianovecchia aveva 6 chiese e 5 parrocchie; nel 1827 le parrocchie di San Martino, San Giovanni, San Lorenzo, San Maurizio e San Biagio furono riunite nella parrocchia di Sant'Agostino, e in seguito minacciando crollo per incuria, furono demolite; tuttavia il loro patrimonio artistico per i quadri, affreschi e paramenti liturgici, è stato preservato ed è attualmente esposto nel Museo diocesano di Lanciano. La chiesa di San Giovanni era antica, del XII sec; ospitava la Congrega della Candelora, attualmente avente sede nella chiesa di San Biagio, possedeva quadri e affreschi. Col bombardamento dell'ottobre 1943 la chiesa rimase gravemente danneggiata e fu demolita, lasciando in piedi solo la torre che fu ristrutturata nel 2011-2013 con contributo dell'Associazione. Attualmente è sede di esposizioni, e di un punto panoramico per ammirare i tetti e i campanili della Città, oltre alla veduta splendida del mare e della Majella.

Per info e visite: Prof. Filippone 3298559771

email: amicilancianovecchia86@gmail.com

G. De Pasqua Associazione

"Bottega dal Viaggiatore errante"  numero 330745325



*CHIESA DI SANT'AGOSTINO - CAPPELLA ORATORIO DI SANTA CROCE

Sorge su Larghetto D'Anniballe lungo la via dei Frentani nel quartiere Lanciano Vecchia. Fu costruita nel 1266 dopo che l'area di edificazione venne concessa nel 1244 agli agostiniani. Si hanno tracce significative della fase trecentesca di costruzione (attribuita al maestro F. Petrini), nella facciata realizzata. Il suo portale è del 1317 circa o di qualche anno più tardi. Di rilievo è anche la statua della Madonna col Bambino presso il portale ogivale, e le decorazioni a pietra trapunta di diamante della cornice ogivale, e dei motivi vegetali lungo le colonne dello strombo. Sopra la ghimberga e sui capitelli dei due stipiti troneggiano figure mostruose come leoni e grifoni; invece l'oculo del rosone differenza di quello di Santa Maria Maggiore ha una ghimberga decorata a punta di diamante con sul vertice l'aquila angioina, mentre le due connette laterali poggiano su capitelli dal motivo antropomorfo.

La torre campanaria visibile dal chiostro quadrato, decorato da archi, dell'ex convento, è uno dei migliori esempi del campanile quattrocentesco lancianese, scandito in tre settori da cornici, con finestre gotiche a bifora (lato interiore), monofore ogivali (settore medio), e finestre a tutto sesto per la cella campanaria. Quest'ultimo settore è più recente della costruzione medievale.

Le vicende quattrocentesche della chiesa sono legate al 1438, quando il frate Jacopo andò a Venezia per un pellegrinaggio alle reliquie dei Santi Simone e Giuda Taddeo Apostoli. Il frate volle riportare le reliquie con sé a Lanciano, senza chiedere il permesso del Doge, che si adirò e volle attaccare il porto della città, l'allora villaggio di San Vito, ma sbagliò e assediò la Puglia, a San Vito dei Normanni. La lapide presso la cappella dentro la chiesa ricorda appunto il curioso evento e la successiva concessione di conservare le reliquie da parte del doge Foscari, per cui si costituì una confraternita. Nel '400 fu anche costruito il campanile turrito in stile tardo-gotico. L'interno della chiesa ha perso lo stile medievale, presentandosi in forme barocche, a navata unica con volte a crociera. Il monumentale altare fu indorato nel 1602 da Bernardino Altobello; è a dossale e presenta un fastigio a cimasa con impianto tripartito, scandito da colonne scanalate aggettanti; nella parte centrale è accolto un grande dipinto della Madonna in Gloria tra Angeli e i Santi Agostino, l'Arcangelo Michele e Apollonia, forse di Felice Ciccarelli di Atessa. Nel 1624 fu restaurato l'organo assieme al pulpito. Dopo la soppressione degli agostiniani, la chiesa fu ripristinata nel 1679 dal marchese di Vasto. Gli stuccatori Gerolamo Rizza e Carlo Piazzoli nel '700 abbellirono gli interni. Tra le opere monumentali il busto commemorativo del barone Gaetano Gigliani.

Info e prenotazioni: Parroco don Romeo 3383529433

Apertura della chiesa: TUTTI I GIORNI SABATO COMPRESOA ore 18:00 per la Santa Messa fino alle 19:30

Domenica e giorni speciali del Santo: ore 10:00 fino alle 12:30

CHIESA DI SANTA CROCE

Cappella di Santa Croce: affacciata su via dei Frentani, fu costruita nel 1583 sopra la casa dove avvenne il "miracolo della Ricciarella" (XIII sec.).
MIRACOLO DELLA RICIARELLA O "DE LU FRIJACRISTE"
Nel 1283 ca una donna di nome Ricciarella, moglie di un facoltoso mercante di Lanciano del rione, veniva costantemente maltrattata, al che non potendone più, si consulta con una fattucchiera, che le consiglia di andare alla chiesa di Sant'Agostino, prendere l'ostia non consacrata, friggerla in un pentolino, e dar da mangiare l'intruglio al marito che sarebbe tornato ad amarla. La Ricciarella così fa, ma al momento di mettere l'ostia sul fuoco, questa comincia a grondare carne e sangue umano, al che Ricciarella terrorizzata butta tutto nella stalla, sotto la paglia dove si sdraiava l'asino. Il giorno dopo iniziano a verificarsi strani fatti, ad esempio l'asino non vuole rientrare, tanto da essere percosso dal padrone, al che l'asino entrando si inginocchia verso un punto preciso, il punto dove era stata buttata l'ostia bruciata. Ricciarella non potendone più, si consulta con una serva, che chiama il parroco di Sant'Agostino, che di persona constata il Miracolo, ravvolto in un panno e in un coppo, racchiuso, e spedito per volere di un frate agostiniano originario di Offida nelle Marche, nel convento locale degli Agostiniani.
Solo nel 2003 per intercessione dell'avvocato De Giorgio e dell'Arcidiocesi di Lanciano, l'ostia in parte è stata riportata nella cappella di Santa Croce, eretta sopra la stalla.
DESCRIZIONE DELLA CAPPELLA
La chiesetta, in stile barocco sobrio, mostra una semplice facciata con portale architravato in pietra con scritta dedicatoria: QUI NON 'è ALTRO CHE IL CORPO DI DIO, e un finestrone centrale. Il campanile laterale, in omaggio agli artigiani della terracotta, ha le campanelle di terracotta. L'interno è ad aula unica con l'altare maggiore affiancato da tele settecentesche che rievocano il prodigio, più una nicchia retrostante con i documenti relativi al miracolo.

INFO per visitare l'interno 3465122076

                               *BOTTEGHE MEDIEVALI

Costruzione civile lancianese con botteghe annesse, del 1412 circa, come riporta il cartiglio in caratteri gotici presso la facciata lungo via dei Frentani, costruita da tal Nicolao De Rubeis, si tratta di una costruzione a blocco in un locale del quartiere, di gusto veneziano, testimonianza edilizia dunque, oltreché documentaria, della presenza dei Veneziani nei porti abruzzesi, Lanciano compresa, per le sue rinomate Fiere. La casa conserva gli archi con le mensole dove esporre la merce, forse stoffe, il tetto spiovente, come tante altre case quattrocentesche sparse per i paesi della provincia Aquilana: Sulmona, Tagliacozzo, L'Aquila, Pacentro, Pettorano sul Gizio, a dimostrazione della presenza nordica nell'Abruzzo per le arti, i commerci, e la cultura. La casa attualmente è di proprietà privata.

                                   *PALAZZO FELLA

lungo via dei Frentani, è un palazzo signorile del XVI-XVII secolo, in muratura a vista in pietra arenaria locale, con vari locali, un cortile interno con scale, pozzo, accesso ai magazzini, e giardino murato. Il palazzo è di gusto signorile alla romana, e vi nacque il magistrato e cronista lancianese Giacomo Fella, morto circa nel 1632. L'abitazione è di proprietà privata, aperta solo in occasioni speciali, come le Giornate Fai d'autunno e primavera.

                                    *VIA DEL GHETTO

Suggestiva serie di vicoletti nel sobborgo di San Lorenzo, accessibile da piazzetta dei Frentani. Lanciano essendo una città commerciale, non poteva non avere sin dal Medioevo la presenza ebraica, dal XVI secolo anche degli Schiavoni, stipati in piccolo agglomerati urbani detti "le Ville", attorno la Città. I vicoli del Ghetto ebraico sono stretti, mantengono ancora lo stile antico, nonostante i rifacimenti



*CHIESA DI SAN BIAGIO

 

Si trova nella parte più a nord del quartiere Lanciano Vecchia, al termine di via dei Frentani, affacciata su Laghetto Ricci

La chiesa più antica, del 1059[4]. Nel 1096 i Conti normanni Drogone (detto Tasso, o Tassone, o Tascione) e Roberto di Loritello, due fratelli che governavano insieme l'Abruzzo adriatico, la donano al Vescovo di Chieti Rainolfo; il che lascia ipotizzare che sia stata costruita dai Normanni. Nonostante le trasformazioni successive dell'interno a navata unica, la chiesa ha mantenuto l'sterno nell'originale planimetria a capanna con bastioni sui fianchi. Nel 1345 fu costruita l'imponente torre campanaria per volontà di ser Scipio arciprete di Archi. La massiccia molte in laterizio della torre si caratterizza dalle fasce marcapiano dentellate e da due bifore gotiche su ciascun lato. Vi sono tracce all'interno dell'originale decorazione in ceramica policroma. Vi è la statua medievale di San Biagio del XV secolo, la statua di Sant'Isidoro agricoltore protettore dei transumanti, e la settecentesca Madonna dei Raccomandati di Giacomo Colombo, appartenente all'omonima confraternita lancianese, insieme alla Madonna della Consolazione del 1708, statua gemella della Madonna della Cintura conservata nella chiesa di Sant'Agostino, dello stesso autore. Delle sculture antiche si trova il gruppo gotico dell'Annunciazione presso un altare laterale medievale, e il fonte battesimale in pietra a forma di conchiglia. La cripta (anticamente cappella di San Giorgio) è stata realizzata secondo la tradizione sul podio di un tempio romano della dea Pelina, corrispondente alla Minerva romana, ornata da campate con colonnine cilindriche e volte a botte.

Info per le visite: Sig. Massimini 3284762938



*CASA "GASPARE FILIPPONE"

Per visitare la casa, SOLO SU PRENOTAZIONE
Tel: 0872 712114
Cell. 329 855 9771
E-mail: amicilancianovecchia86@gmail.com
Casa Filippone è un bell'esempio di antica architettura popolare di gusto tardo rinascimentale nel rione Lancianovecchia, in pietra a vista; si trova dietro il campanile di San Biagio andando verso Porta San Biagio. La casa abitata da sarti, fu di Gaspare Filippone, padre del Presidente dell'Associazione RAFFAELE FILIPPONE, il quale ne ha curato il restauro, e commissionato delle belle pitture a soffitto all'artista frentano Gastone Costantini. Il ciclo di pitture illustra la Lanciano del Medioevo, come doveva apparire, ricca di commercio e mercanti, quale effettivamente fu, insieme a una ricostruzione ideale della manifestazione della Rievocazione storica del Mastrogiurato, nata a Lanciano nel 1981 per volere di importanti personaggi della cultura locale, come l'avvocato Luigi Russo, Giacomo de Crecchio, Popò De Giorgio, Icilio de Benedictis, e tanti altri.